L’opera monumentale che l’artista Vesod ha realizzato per il progetto KRIU è un omaggio visivo e concettuale alla Scuola Pitagorica.
Il fulcro dell’opera è la Tetraktis, figura sacra ai pitagorici che rappresenta il numero 10, somma dei primi quattro numeri e fondamento dell’ordine cosmico. Intorno ad essa danzano i quattro elementi primordiali — fuoco, acqua, aria e terra — che compongono e regolano l’universo secondo la filosofia antica. L’opera diventa così una mappa simbolica del creato, dove tutto è misura, equilibrio e tensione poetica.
All’interno del prisma, Crotone appare come riflessa in una dimensione sospesa: la città dei filosofi, dei viaggiatori e dei sognatori è qui rappresentata dal suo faro, che brucia ma non si spegne, si trasforma ma non crolla. Le fiamme non sono distruzione, ma luce: una rinascita attraverso il pensiero, la bellezza, l’arte. Il faro in fiamme diventa allora un emblema di rigenerazione, un richiamo alla possibilità che Crotone — città dalle radici millenarie — si rinnovi, riscoprendo se stessa attraverso la cultura e l’arte. Un richiamo al porto di Crotone quale motore dello sviluppo della città
La visione pittorica di Vesod mescola realismo, geometria e immaginazione in un’opera che invita a rileggere il passato con occhi contemporanei, a sentire il peso invisibile delle idee che attraversano il tempo e lo spazio.
Un murale che non decora, ma interroga. Che non si guarda soltanto, ma si contempla.